MILANO - Nome inglese, «ShinyNote», ma progetto italianissimo per il «Facebook della Solidarietà» che sbarca in rete in questi giorni. L'hanno ideato due amici, Roberto Basso, spin doctor della campagna elettorale di Giuliano Pisapia e Fabrizio Trentin, direttore commerciale di un'azienda di packaging alimentare, facendo jogging sulla sponda bresciana del Lago di Garda, dove entrambi vivono nonostante il lavoro fra Milano e Roma.
Un social network verticale in chiave sociale (www.shinynote.com) per avvicinare chi naviga al mondo del volontariato. «Il Terzo Settore è per certi versi una lobby chiusa, auto-referenziale e ancora oggi non sufficientemente conosciuta dal grande pubblico», spiega Roberto Basso. «La crisi ha imposto tagli pesanti al welfare compromettendo progetti di grande spessore. L'alleanza con i privati è diventata fondamentale per il non profit».
Da qui l'idea di un portale ad alto contenuto etico per far conoscere, con una modalità diversa rispetto a quella tradizionale, le onlus e le loro iniziative. Per evitare di creare uno spazio web frequentato solo dagli addetti ai lavori, i fondatori di ShinyNote hanno pensato a un formula innovativa, centrata quasi unicamente su «storie». «Le storie hanno la capacità di attrarre o respingere, motivare o disincentivare. Se un racconto, vero e positivo, coinvolge il lettore è più facile che decida di finanziare un progetto». Le storie pubblicate, selezionate e verificate non vengono impaginate per decisione della redazione ma a seconda del gradimento dei lettori. «Ci siamo ispirati a portali come Tripadvisor, dove gli utenti esprimono un giudizio, si confrontano e consigliano fra di loro. Così i giganti della solidarietà competeranno con onlus piccole ma con iniziative di valore».
Da qui l'idea di un portale ad alto contenuto etico per far conoscere, con una modalità diversa rispetto a quella tradizionale, le onlus e le loro iniziative. Per evitare di creare uno spazio web frequentato solo dagli addetti ai lavori, i fondatori di ShinyNote hanno pensato a un formula innovativa, centrata quasi unicamente su «storie». «Le storie hanno la capacità di attrarre o respingere, motivare o disincentivare. Se un racconto, vero e positivo, coinvolge il lettore è più facile che decida di finanziare un progetto». Le storie pubblicate, selezionate e verificate non vengono impaginate per decisione della redazione ma a seconda del gradimento dei lettori. «Ci siamo ispirati a portali come Tripadvisor, dove gli utenti esprimono un giudizio, si confrontano e consigliano fra di loro. Così i giganti della solidarietà competeranno con onlus piccole ma con iniziative di valore».

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